martedì 26 marzo 2013

L'Avanspettacolo dei Fetish Calaveras





È tempo di ritornare a far festa. E con chi, se non con i Fetish Calaveras che assicurano sempre la giusta dose di divertimento e allegria. Il gruppo savonese, nato nel 2002 dall'idea del cantante Gabriele Resmini (MrCorto) e del chitarrista Michele Olmo (Kike Calavera), torna a farsi sentire con un disco nuovo di zecca dal titolo "Avanspettacolo". Un album di swing'a'billy, nuovo genere musicale ideato per l'occasione, che contiene dodici storie che hanno un unico filo conduttore: una giornata qualsiasi di una impiegato qualunque, Manrico Calavassa. Una esistenza tranquilla che viene però vivacizzata da dodici personaggi che irrompono nella vita del simpatico Manny. Il tutto in un susseguirsi di canzoni e intermezzi recitati dagli attori del Teatro di Sassello. La musica è un mix accattivante di rock'n'roll anni '50, swing, surf e rockabilly.
La band, completata da Mirco "Mirkus" Gazzera al basso, Alberto "Pittiful" Piturru al sax, Andrea "Dead Meat Mariuoli" Mangialardo alle tastiere e Stefano "Steve Ray Fruit" Raggi alla batteria, presenterà il disco sabato 30 marzo a La Claque a Genova (ore 22). Alla serata parteciperanno alcuni degli ospiti presenti su disco: Andy Macfarlane dei Rock'n'Roll Kamikazes alla chitarra, Enrico Allavena dei Bluebeaters al trombone, Stefano "Piri" Colosimo degli Africa Unite alla tromba e Dan Cazzullo alla fisarmonica. Nel corso della serata, saranno proiettati anche i video dei singoli "Bigga Mouldah" e "Mr Unbelievable". Inoltre si potrà visitare la mostra fotografica di Giorgia Matarese intitolata "Fetish Calaveras al Kit Kat".
Con Gabriele Resmini abbiamo parlato del nuovo disco e dei progetti futuri.


Nel disco raccontate dodici storie, momenti della giornata di un impiegato. Ventiquattro ore che iniziano con la sveglia che suona...

"E' la storia di Manrico Calavassa e di dodici personaggio che entrano nella sua vita. Ho scritto un breve testo insieme al nostro sassofonista e poi gli attori del Teatro di Sassello l'hanno fatto diventare una storia. Ci siamo divertiti a collaborare e loro hanno lavorato egregiamente portando anche molte idee".

Come è nata l'idea di costruire questa storia?

"Nel momento in cui abbiamo deciso che il disco fosse "Avanspettacolo", ci siamo divertirti a strutturarlo come uno spettacolo teatrale. Il concept si basa su dodici piccole storie legate a momenti della vita di tutti i giorni. Chi acquisterà materialmente il cd potrà godersi anche il booklet che è composto da dodici manifesti teatrali, ognuno dei quali rappresenta una canzone del disco".

Il sound è allegro ma le canzoni puntano l'indice accusatorio verso i vizi della società di oggi...

"Il sound è allegro e puntiamo sul divertimento, basta già il telegiornale a intristirci non c'è bisogno di abbatterci ancora di più andando a vedere un concerto. Invece ci sono tanti che ci "sballano". Non voglio entrare nelle critiche sui generi musicali che vanno di moda adesso, ma ci sono tanti che si divertono a raccontare le tristezze dell'essere, del mondo di oggi, mettendo insieme bellissime parole ricercate che probabilmente non arrivano al pubblico medio. Noi preferiamo divertirci e fare divertire il pubblico senza perdere di vista quella che è la società di oggi, quindi all'interno del testo, se uno ha voglia di scavare, di andare a cercare, può leggere quella che è la nostra critica. Io non sono abituato a essere molto esplicito, preferisco che la gente si diverta a entrare nel testo, nella storia, e a leggerla come vuole".

Tante sono le collaborazioni presenti nel disco: da Andy Macfarlane ad Enrico Allavena…

"Ci abbiamo messo parecchio tempo a concludere il disco ma ne siamo orgogliosi. Siamo un gruppo che vive con lentezza ma ne è valsa la pena. Ci sono delle belle collaborazioni: Enrico Allavena trombonista di Bluebeaters, Piri trombettista degli Africa Unite, Andy Macfarlane chitarrista dei Rock'n'roll Kamikazes, Roberto Dellepiane pianista di Renato Zero e molti altri personaggioni. E non poteva mancare un contributo savonese. In un brano suona il contrabbasso il grande Botta degli Eazy Skankers".

Perché avete scelto il titolo "Avanspettacolo"?

"Perché lo spettacolo è quando suoniamo dal vivo, ma lasciamo da parte gli scherzi. L'avanspettacolo è qualcosa di rètro che vorremmo tornasse di moda, è qualcosa di molto italiano. Avremmo potuto chiamarlo cabaret o utilizzare un altro termine straniero ma ci è piaciuto avanspettacolo. Era un bel modo di fare spettacolo, divertente e allo stesso tempo di critica sociale, satirico ma sempre educato. Purtroppo ora non c'è più e la televisione passa solo cose americane noiosissime o spettacoli e format triti e ritriti. Dall'avanspettacolo sono usciti grandissimi attori e presentatori, gente che sapeva veramente fare il proprio lavoro".

Se Fred Buscaglione non avesse fatto il musicista, i Fetish Calaveras che genere musicale avrebbero suonato?

"Non lo so, forse avremmo fatto ska. Probabilmente non saremmo stati così educati, avrei dovuto studiare molto meno il modo di dire le cose, avremmo sudato molto di più di quello che sudiamo adesso. Negli anni '90 quando andavano di moda i Persiana Jones, di cui eravamo grandi fans e amici, ci hanno detto che lo ska stava morendo. Non è stato così, a noi piace tuttora molto e molte volte nei nostri spettacoli potete trovare qualche battuta in levare. Credo che probabilmente ci saremmo avvicinati comunque a qualcosa di anni '50, rock'n'roll meglio che jazz".

Non avete però dimenticato gli insegnamenti di Louis Prima e Brian Setzer…

"Brian Setzer è la nostra anima rockabilly. Luois Prima o ancora di più Ray Gelato sono il nostro animo swing. Speriamo di riuscire un giorno ad aprire un concerto di Gelato".

Perché  definite il vostro genere musicale "swing'a'billy"?

"In questi dieci anni abbiamo avuto tanti cambi di formazione, però quello che ci ha sempre uniti è stato l'amore per il rock'n'roll e lo swing. Ammodernandoci con il rock'n'roll siamo arrivati al rockabilly e di seguito, unendo swing e rockabilly, abbiamo dato vita allo swing'a'billy. Ci siamo divertiti a prendere in giro quelli che si inventano i generi musicali e un po' a trovare il nostro. Almeno possiamo dire di essere i primi ad averlo fatto".

Dopo numerosi cambi di componenti sembra che abbiate raggiunto una certa stabilità. Nella band siete in sei, come fate a mettervi d'accordo sulle scelte da fare?

"Solitamente ci prendiamo a botte una parola sì e una no. Funziona perché ti sfoghi e poi la volta dopo si è più tranquilli. Lasciando da parte le battute, posso dire che ci siamo organizzati come una piccola ditta: ognuno di noi ha delle responsabilità e una fascia di lavoro da eseguire e tutti ci fidiamo ciecamente degli altri. C'è chi segue le parti web, chi cura gli arrangiamenti. Le canzoni solitamente le scrivo io insieme al chitarrista, che si occupa della parte musicale, e al sassofonista, che cura gli arrangiamenti".

Per "Avanspettacolo" avete fatto il percorso inverso di quello che si fa normalmente. Avete cioè presentato l'Avanspettacolo pre-tour e poi siete andati in studio. Come è andata questa esperienza e perché?

"Non abbiamo portato in giro lo spettacolo ufficiale, erano più che altro dei test. Ci piace molto giocare con il pubblico, essere interattivi, e abbiamo voluto testare dal vivo alcune canzoni. Testando lo spettacolo ci è sembrato che andasse bene e l'estate scorsa abbiamo fatto uscire un singolo, "Bigga Mouldah", che ha avuto buoni riscontri. Nel momento che abbiamo deciso di buttarci in studio, molte cose sono state riarrangiate, aggiunte, abbiamo buttato via dei pezzi ai quali eravamo affezionati e probabilmente compariranno come lato B di qualche singolo, abbiamo lavorato tanto, ci siamo stancati molto, e non vediamo l'ora di uscire dal vivo per divertirci ancora di più".

Quanto tempo avete lavorato a questo disco?

"Alcuni pezzi sono nati parecchio tempo fa e li abbiamo già eseguiti dal vivo, ma sono stati affinati, rivisti e riarrangiati, altri pezzi ci sono stati chiesti dal nostro collaboratore artistico Jan Maio, ex MGZ. Abbiamo avuto la fortuna di poter contare su validi collaboratori. Il lavoro per il disco è durato sei mesi circa, anche perché abbiamo voluto selezionare gli studi di registrazione in base agli strumenti: chitarra e batteria sono stati registrati al West Link di Pisa, i fiati al Loud Music a Genova, la voce dal grandissimo Marco Canepa al Drum Code Studio. Poi tutto il materiale è stato portato a Cesena e confezionato. Nel frattempo abbiamo registrato il video, abbiamo studiato la promozione, abbiamo avuto la fortuna di essere presi, tra virgolette, da Lunatik, che è un grande ufficio stampa. Speriamo che sia un disco che mostri il percorso che abbiamo fatto in questi dieci anni, e soprattutto che piaccia".

Cosa è per te l'avanspettacolo, genere che è sparito da decenni dei teatri italiani?

"Ho lavorato nove anni in teatro come scenografo e ho sempre avuto una passione spudorata per tutto quello che va dagli anni '10 ai '60, sia a livello storico che artistico. Nel corso degli anni ho acquistato centinaia di dvd di Carosello, spezzoni di avanspettacolo, Petrolini meglio che altri personaggi del genere e mi sono costruito il mio teatrino mentale: un cubo nero con le lucine intorno, il sipario di velluto, il vociare del pubblico, quell'aria intrisa di fumo di sigarette e aliti di vino. Probabilmente non tanti capiranno quello che intendo, io ci ho lavorato. E poi alla fine della giornata, quando il teatro è un po' polveroso e ci sono 4-5 proiettori accesi che danno quella luce giallina, perché non sono mai tirati al massimo, il direttore di scena o l'attrezzista che spazzano il palco, passano la calamita per i chiodi e c'è una sorta di aria confidenziale, intima... E' il mio avanspettacolo".

In queste settimane, sul canale XL di Repubblica è stato presentato in anteprima il video della canzone "Mr Unbelievable"...

"E' un soggetto che abbiamo scritto io e Marcello Massardo insieme ai due registi. E' un omaggio al cabaret di Bob Fosse rivisto con l'occhio di Tarantino. Lo abbiamo girato al teatro di Sassello in quattro giorni di riprese devastanti".

Il 30 marzo a La Claque a Genova presenterete il disco. Cosa ci puoi svelare?

"Lo spettacolo sarà in due atti come quelli teatrali. Avremo il piacere di avere come presentatore Penelope Please (Marco Casu, ndr), grandissima drag queen e ottimo attore teatrale che ha recitato anche in "Mr Unbelievable". Ci saranno delle ballerine che si esibiranno mentre suoniamo, ci sarà un comico che salirà sul palco a fare un pio di interventi, avremo la presenza di altri attori che hanno lavorato con noi in "Avanspettacolo". Potrete sedervi ai tavolini, bere un bicchiere di vino o un pastis che fa molto figo, avrete in mano il programma della serata. Si potrà visitare anche una piccola mostra fotografica, come si usa fare nel teatro di lirica o meglio in un teatro più rètro. Sarà uno spettacolo unico, diverso da quello che porteremo in tour".

Avete già previsto un tour promozionale?

"Per ora abbiamo una quindicina di date fissate. Quest'estate molto probabilmente faremo di nuovo il nord Europa, poi in inverno ci vedremo nei club. Speriamo anche a Savona, sempre che in città si decidano a muovere il sedere e a ballare un po'. Ricordo che Savona è un grande polo per la musica. L'anno scorso quattro gruppi savonesi hanno vinto i più grandi festival d'Italia: gli Eazy Skankers il Rototom, iVenus l'Heineken Jammin' Festival, i Fetish Calaveras l'Italia Wave e il Pop Me Up, Zibba & Almalibre hanno vinto il Premio Tenco, abbiamo visto gruppi di Savona suonare al Mei. Non mi sembra giusto che Savona non abbia spazi per la musica cittadina che, al di fuori della Liguria, riscontra grandissimo successo".


Titolo: Avanspettacolo
Gruppo: Fetish Calaveras
Etichetta: Atomic Studio
Anno di produzione: 2013