sabato 18 agosto 2012

Loris Lombardo e i ritmi del mondo








Loris Lombardo è uno dei percussionisti più apprezzati della scena musicale ligure. Classe '85, savonese e figlio d'arte, Loris si sta facendo strada nel mondo della musica grazie alla sua professionalità e alla sua serietà. Numerosi sono i dischi che sono stati impreziositi dai suoi ricami ritmici, come numerosi sono i premi e i riconoscimenti che Lombardo ha conquistato in questi anni. L'ultimo in ordine di tempo è il "Percfest 2012", il festival internazionale delle percussioni, vinto poche settimane fa a Laigueglia. Musicista tra i più preparati, ha studiato con grandi nomi internazionali: da Tullio De Piscopo a Jojo Mayer, da Geoff Dunn a Vic Firth. Collabora con i Mandolin Cocktail, sestetto del maestro Carlo Aonzo, con i Myrddin, storico gruppo di musica celtica e folk, con Officina Acustica e con i VOV di Davide Arneodo, polistrumentista dei Marlene Kuntz.
Martedì 28 agosto ci sarà l'occasione di assistere al concerto che Loris terrà al "Dolce Vita", nella darsena del porto di Savona, insieme al mandolinista Carlo Aonzo (ore 21).
Con questa intervista scopriamo chi è Loris Lombardo (www.lorislombardo.it).



Sei uno dei musicisti savonesi più ambiti in sala di registrazione. Negli ultimi mesi il tuo apporto è stato fondamentale nel disco folk degli A Brigà, in quello cantautorale di Sergio Pennavaria, nel cd jazz di Dino Cerruti e Claudio Bellato, in quello classico registrato con l'orchestra Romualdo Marenco di Novi Ligure. Generi molto diversi. A quale di questi dischi ti senti più legato e perché?

«Mi sento legato a tutti i dischi che faccio ma in modo diverso. Quando suono musica classica mi devo attenere allo spartito e cerco d'interpretare le note scritte in maniera musicale, quando invece suono musica moderna e ho carta bianca cerco di mettere un po' di me in ogni registrazione. Amo tutta la musica dal jazz all'hard rock, fino alla musica classica».

Come è iniziata la tua passione per la musica e in particolare per le percussioni?

«È iniziata da piccolissimo grazie a mio padre Feliciano, batterista anche lui, che suonava negli anni '70 con un gruppo rock chiamato The Devil's Sons. Sono nato con la batteria in casa, una fantastica "Hollywood" madreperlata, e la suonavo ogni giorno. Conservo ancora un video che mi vede impegnato a suonare la batteria nella sala di casa all'età di due anni. Chissà, forse un giorno lo pubblicherò su Youtube. Così crescendo e non abbandonando mai lo strumento, a dodici anni ho avuto la mia prima band, a quindici ho iniziato a studiare seriamente batteria da Tullio De Piscopo e dopo il diploma ottenuto alla sua scuola di Milano, ho deciso di allargare i miei orizzonti musicali studiando jazz a Cremona e poi musica classica (percussioni classiche come marimba, vibrafono, xilofono, glockenspiel, timpani sinfonici, tamburo d'orchestra, ecc..) al Conservatorio Ghedini di Cuneo. Da qui è partito il mio viaggio alla ricerca di timbri nuovi studiando anche percussioni mediorientali, africane, cubane, afro-peruviane, con vari insegnanti in giro per l'Italia, senza però mai abbandonare lo studio della batteria che ho avuto la fortuna di approfondire con Giorgio Di Tullio e successivamente in Inghilterra con i più grandi esponenti al mondo come Jojo Mayer, Vic Firth, Billy Ward, Geoff Dunn, lo storico batterista di Van Morrison, e tanti altri».

Qual è il genere musicale che più ti affascina e per cui ti senti maggiormente portato?

«Questa è una domanda a cui ho cercato di dare una risposta per molto tempo. Sono arrivato alla conclusione che non mi voglio legare a un solo genere musicale, amo tutta la musica. Succede così che oggi faccia un concerto di musica classica, domani insieme a una rock band, il giorno dopo con una formazione jazz. Amo la musica a 360° e penso che suonando tanti generi differenti la mente si apra in modo da poter suonare e contaminare vari stili. Penso che ormai della musica sia stato detto tutto e non voglio cercare di essere l'ennesima copia di qualcun altro. Credo che sia necessario ascoltare i big per apprendere l'anima e la tecnica dello strumento ma che poi si debba creare il proprio stile».

Quali sono invece i percussionisti o batteristi che ti hanno ispirato maggiormente?

«Sono cresciuto con mio padre che mi faceva ascoltare sempre i Led Zeppelin, quindi sicuramente John Bonham. Crescendo mi sono appassionato dei grandi virtuosi dello strumento come Buddy Rich, il papà di tutti, e poi Steve Smith, Jojo Mayer, Gavin Harrison, Dave Weckl. Maturando il grande Steve Gadd. Trilok Gurtu è invece il percussionista che mi ha impressionato maggiormente, la sua arte di mischiare colori e ritmi è fantastica».

Il percussionista, per bravo che sia, difficilmente può fare a meno dell'apporto di altri musicisti. In quest'ottica quali sono i tuoi progetti futuri?

«Sto per registrare un disco insieme a Danilo Raimondo col quale ho vinto il primo premio al "Percfest 2012", il festival europeo delle percussioni. Il nostro progetto si chiama "Timbrica" e utilizzeremo strumenti provenienti da ogni parte del mondo in aggiunta a quelli inventati da Danilo, vero e proprio artigiano del suono, costruttore e inventore di strumenti musicali (www.artigianodelsuono.com). Poi nell'ambito del progetto "The Acoustic Duo" registrerò un disco con il bravissimo chitarrista acustico Claudio Bellato. Insieme a Claudio abbiamo deciso di creare un nuovo progetto che coinvolgerà uno dei più grandi mandolinisti al mondo: Carlo Aonzo. Con questo nuovo trio ci immergeremo nella tradizione del bluegrass, daremo spazio ai grandi virtuosismi tra corde e percussioni, ai classici della canzone napoletana da noi rivisitati e molto altro».

Dopo un po' di anni di grande splendore, la musica a Savona sembra essere tornata in secondo piano. I concerti al Priamar con ospiti internazionali sono solo un ricordo, il Festival del Mandolino si è trasferito, i locali dove poter suonare hanno quasi tutti abbassato le saracinesche. Come vedi il presente e il futuro della musica a Savona?

«Hai ragione, purtroppo ci sono pochissimi locali a Savona che ospitano concerti di musica dal vivo. Noi stessi facciamo molti più concerti fuori dalla nostra città. Al contrario sul territorio ci sono tantissime nuove band che devono però fare i conti con la mancanza di spazi adeguati per poter suonare e farsi conoscere. Sono comunque ottimista e spero che Savona diventi un luogo ricco di cultura musicale».

Loris, tu sei anche docente di musica in varie scuole e puoi sicuramente descrivere l'approccio dei giovani alla musica. Possiamo avere fiducia nel futuro?

«Ho iniziato a insegnare molto giovane, sono già dieci anni. Ho avuto molti allievi e ognuno si è presentato con una motivazione differente. Alcuni si avvicinano alla musica per attrazione nei confronti della batteria, altri per curiosità, altri ancora per passare un pomeriggio diverso. La cosa che ho sempre cercato di trasmettere è la passione per lo strumento. Studiare uno strumento richiede ore e ore di pazienza e impegno, l'importante è non affrontarli con stress ma sempre come se fosse un gioco. Parto proprio da questo presupposto con i miei allievi, deve essere un divertimento anche quando le cose si fanno più complicate, farle sempre con il sorriso sulle labbra. Da qualche tempo faccio parte dell'associazione "Scuderie Capitani", sono uno degli insegnanti abilitati da Luca Capitani, grande didatta e batterista, e preparo gli allievi ad affrontare gli esami e ottenere il diploma finale. I giovani batteristi hanno fretta di bruciare le tappe, vorrebbero già suonare in situazioni importanti, fare grandi virtuosismi ancor prima di aver imparato le basi e allora cerco di far capire loro che ci vuole tempo, studio e tanta forza di volontà. Le soddisfazioni arriveranno».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Il mio sogno nel cassetto è quello di fare tour in America e in Oriente, sono posti che vorrei visitare e sarebbe fantastico se ciò accadesse grazie alla musica».

Mi piace chiudere questa chiacchierata con le dieci domande secche. 

- Succo d'ananas o chinotto? Succo d'ananas.
- Arancia Meccanica o Blade Runner? Blade Runner.
- Doccia o vasca da bagno? Vasca da bagno.
- Kenny Aronoff o Phil Collins? Phil Collins.
- Gelato alla crema o alla frutta? Alla crema.
- Ritmi mediterranei o caraibici? Mediterranei.
- Gatto o cavallo? Gatto.
- Alba o tramonto? Tramonto.
- Vacanza avventura o villaggio turistico? Vacanza avventura.
- Fiction o cabaret? Cabaret.