martedì 12 marzo 2013

Le fondamenta della musica de Gli Altri







"Fondamenta, strutture, argini". Si intitola così il primo disco de Gli Altri, gruppo savonese nato nel 2009 e composto da Gabriele Lugaro e Andrea Nocco (già membri della band punk/hardcore 5MDR), Andrea Avalli, Lorenzo Colonna e Manuel Rosso. Il disco, scaricabile in download gratuito dal 19 marzo e acquistabile in copia fisica quattro giorni dopo, arriva dopo l'EP d'esordio, dal titolo "Incipit", uscito nel 2011 e contenente cinque brani. Tanti concerti, tenuti specialmente sulla scena genovese, hanno consentito al gruppo di crescere e affinare gusti e capacità interpretative. Il risultato è un album di sperimentazione tra generi, composto da otto tracce di cui due strumentali, che si colloca a metà strada tra l'hardcore, il noise e il post rock. Un disco cupo, a tratti claustrofobico, che disegna un ritratto dei tempi attuali, di una città di provincia che offre poche possibilità di riscatto e che è dominata da logiche speculative, di una generazione disillusa e senza prospettive. I testi, rigorosamente in italiano, sono scritti da Gabriele Lugaro con il contributo di Andrea Nocco.
Il disco è stato registrato all'El Fish Recording Studio di Genova sotto la direzione di Emanuele Cioncoloni, che ha suonato anche il sintetizzatore in un brano e ha curato la parte grafica. Ad arricchire il lavoro musicale del gruppo è stato chiamato Roberto Ceruti, cantante della storica band hardcore savonese Affranti, che ha prestato la voce nel brano "Il mio solo spazio possibile".
"Fondamenta, strutture, argini" sarà presentato ufficialmente il 23 marzo al Rude Club di Savona. Nella stessa sera suoneranno anche i genovesi Cartavetro, The Big White Rabbit e i savonesi 3fingersguitar (ore 22).
In queste settimane di intenso lavoro, Gli Altri hanno registrato anche la cover di "Talidomide" dei Flexus. Il brano, già scaricabile in free download, farà parte di una compilation dedicata alla band torinese che uscirà a settembre.
Con Gabriele Lugaro, Andrea Nocco, Andrea Avalli e Lorenzo Colonna abbiamo parlato del nuovo album. Il tutto in questa intervista.



Chi sono Gli Altri?

Gabriele Lugaro - "Siamo nati nel 2009 e due anni dopo abbiamo pubblicato l'EP "Incipit". Da allora abbiamo avuto modo di suonare molto, soprattutto nella zona di Genova, dividendo il palco anche con realtà più affermate. Gli incoraggiamenti ricevuti ci hanno spronati ad andare avanti. Abbiamo fatto tante nuovo conoscenze in questi anni che ci hanno trasmesso ulteriori stimoli e soprattutto ci siamo arricchiti di molte influenze. Intanto abbiamo continuato a comporre e nel settembre dell'anno scorso siamo entrati in studio. Abbiamo registrato il materiale del nuovo disco, poi Andrea Avalli è partito per l'Erasmus e quindi abbiamo portato avanti noi tutta la fase editing e mixaggio. Il lavoro l'abbiamo concluso due settimane fa e il disco sarà pronto per la presentazione ufficiale".

Quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto a registrare questo disco?
 

Andrea Avalli - "Lo abbiamo registrato per dimostrare che si poteva fare un disco indipendente e, soprattutto, per far sentire agli altri questa nostra ulteriore evoluzione nei suoni e nei generi. E poi la voglia di sperimentare strade nuove nell'ambito della musica che ci piace ascoltare".
Gabriele Lugaro - "Personalmente non voglio dimostrare nulla; registrare il disco è stata una cosa naturale e non ha un secondo fine".

Qual è il significato del titolo "Fondamenta, strutture, argini"?

Andrea Nocco - "Ognuno ha la sua idea. Per quanto mi riguarda fondamenta, strutture e argini sono tre parole che trasmettono una immagine che rende l'idea di come vediamo la musica di questo disco. Nel senso che ti trasmettono una sensazione che può essere affine sia al senso grafico che musicale dell'album".
Andrea Avalli - "L'EP era lo specchio di un certo tipo di musica: molto più pesante, più da flusso di coscienza, in certi termini anche più ignorante, rappresentava un po' quel nichilismo di fondo, quella voglia di distruzione tipica della nostra generazione. Fondamenta, strutture e argini sono invece parole che fanno pensare alla costruzione di qualcosa: nel suono del disco, nella vita e nella mentalità dei ragazzi. L'idea è che ci sia qualcosa da cui partire, su cui costruire il futuro".

Quali sono i generi che più vi hanno influenzato?

Gabriele Lugaro - "Senza dubbio il punk. Tutti noi veniamo dalla cultura punk italiana e anche straniera. Siamo partiti nel 2009 con l'idea di fare qualcosa di molto più soft, poi ci siamo resi conto che quello che avevamo dentro e volevamo esprimere era completamente differente".
Andrea Avalli - "Se ti nutri di un certo linguaggio sei portato a esprimenti con quel linguaggio. E così è anche nella nostra musica: quello che ascoltiamo inevitabilmente influenza quello che scriviamo e suoniamo. Ma noi non siamo meri esecutori, tanto è vero che quello che abbiamo messo in questo album non l'abbiamo mai sentito in nessun altro disco".
Lorenzo Colonna - "E' una rielaborazione di tutto quello che ascoltiamo. Nemmeno noi sappiamo poi riconoscere le varie influenze. Dicono che siamo molto vicini ai primi Linea 77 ma non sono d'accordo".

Con i vostri testi presentate una generazione disillusa e con poca fiducia nel futuro. E' così?

Gabriele Lugaro - "I testi ognuno li interpreta a modo suo, non c'è un tema centrale. E' ovvio che io riconduca certi testi introspettivi a motivazioni mie. Quando scrivo però mi piace dare un significato politico di fondo, poi che sia più un discorso generale o territoriale dipende dall'ispirazione e dal momento. Però sono sempre argomenti di cui sento l'esigenza di parlare anche perché nessuno li tratta da un punto di vista musicale. Il testo nella musica deve trasmettere emozioni però nel momento in cui riesci anche a far passare un messaggio è molto meglio. Voglio precisare che nei testi delle canzoni che compongono l'album non c'è un carattere distruttivo, sono solo una fotografia di quello che sta succedendo".

Nella canzone "Il mio solo spazio possibile" a un certo punto cantate "…è la nostra incertezza la base della società". Che significato ha questa frase?

Andrea Avalli - "La nostra è una generazione di indecisi, di ansiosi, di gente senza modelli. Questa incertezza è uno dei fattori che mantengono lo status quo. La situazione non è molto diversa nelle grandi città. Ho studiato a Parigi nei mesi scorsi e ho respirato la stessa atmosfera tra i miei coetanei".
Gabriele Lugaro - "Il messaggio è: la nostra incertezza è la base della società, il mondo è pieno di gente a cui non importa di quello che succede. E' una constatazione, una fotografia dello stato attuale in cui al massimo ci si lamenta ma non c'è la voglia di cambiare perché alla maggioranza va bene così".

Il testo di "All'orizzonte" scatta invece una fotografia impietosa di Savona. Quale sarà il futuro della vostra città?

Gabriele Lugaro - "Non saprei. Mi viene da dire che bisognerà attendere che muoia la generazione di vecchietti che votano PD, però ho paura che non cambierebbe anche in quel caso. C'è da fare un discorso più ampio perché è un problema di sistema. Se anche domani non ci fossero più il PD, il PDL o il Movimento 5 Stelle, si continuerà a costruire perché i soldi girano così, l'economia è strutturata così. Il futuro di Savona è uguale a quello di qualsiasi altro paese in Liguria, in Italia e nel Mondo. Nel momento in cui c'è qualcuno che vuole guadagnare e trova delle amministrazioni consenzienti, fa quello che vuole. Aspettiamo solo il momento in cui le persone, per evitare di vivere per strada, occupino gli appartamenti vuoti - e a Savona ce ne sono tanti - che non può più permettersi di comprare o affittare. Da qualche parte è già successo e per me è anche abbastanza legittimo".
Andrea Avalli - "Spero che i ragazzi, anche più piccoli di noi, possano crescere in una Savona diversa, con delle alternative culturali e creative, in cui abbiano il sopravvento modelli diversi di società, in cui lo sfruttamento dell'ambiente non sia più accettato, in cui questo tipo di conduzione comunale e dell'economia venga rifiutata perché non fa il bene dei ragazzi e dei cittadini. E per cambiare credo molto nel valore educativo della musica".

La vostra generazione ha una idea diversa del mondo?

Andrea Nocco - "Purtroppo non la maggioranza. Gli adulti forse sono più abituati a come vanno le cose perché hanno vissuto tutto il processo di crescita. Noi siamo giovani ed è più facile che le cose che non vanno ti facciano incazzare".
Andrea Avalli - "Ci sono tante energie in ballo ma non trovano sbocchi costruttivi. E non per il classico discorso di chi non si sente rappresentato, è una questione psicologica, di nichilismo di fondo da cui vorremmo uscire e basta!".

In "La Falena" c'è l'immagine di un ragazzo che fissa i dischi impilati sul letto. E' una scena che difficilmente si vede nelle stanze dei giovani di oggi dopo l'avvento di internet e dell'mp3. Sbaglio?

Gabriele Lugaro: "Qui bisogna aprire una parentesi sull'aspetto della coproduzione del disco. Questo album come l'abbiamo fatto? Abbiamo contattato un po' di piccole etichette indipendenti in Italia, Francia e Belgio. A ognuna abbiamo chiesto la disponibilità a coprodurre il disco con un piccolo contributo. In cambio, per il valore del contributo, abbiamo consegnato a queste etichette i dischi a prezzo di stampa. Le etichette a loro volta potranno vendere i dischi, scambiarli con altre etichette, o conservarli. In questo modo si riesce a far girare il disco anche su piazze dove non si arriverebbe, fuori dai circuiti commerciali. E' una subcultura che esiste e che è fiera di esistere".
Andrea Nocco: "Il testo de "La Falena" fotografa Gabriele che fra vent'anni ritroverà il nostro primo disco, fatto a mano e con musica assurda, e proverà delle emozioni".

Il disco si potrà scaricare gratuitamente da internet dal 19 marzo e poi, quattro giorni dopo, sarà in vendita la copia fisica. Perché avete fatto questa scelta?

Gabriele Lugaro: "Capita che io scarichi un disco perché non ho la disponibilità di averlo subito in copia fisica, se poi mi piace, se voglio supportare il progetto, compro anche la copia fisica, anche se ce l'ho già registrato. Questo è lo stesso motivo per cui noi mettiamo il disco in free download una settimana prima. Lo si può scaricare, ascoltare e poi chi vuole dal 23 lo può acquistare".
Andrea Avalli: "Per noi non c'è alcuna contraddizione tra comperare i dischi o scaricarli. Grazie ai mezzi legali o illegali abbiamo scaricato tantissima musica gratis da internet che ci ha arricchito culturalmente".

Perché avete deciso di inserire nel disco anche due brani strumentali?

Andrea Nocco - "Sono dei brani che si collocano su un'altra linea musicale e anche su un altro genere, più post rock. Quando li abbiamo registrati abbiamo capito che la voce non serviva, le emozioni vengono trasmesse dagli strumenti".
Gabriele Lugaro - "Ci siamo posti la domanda se era meglio arricchirli con un testo ma ci siamo resi conto che la linea da tenere era quella strumentale perché i pezzi erano già completi".

Come è nata la collaborazione con Roberto Ceruti, cantante della storica band hardcore savonese degli Affranti?

Andrea Nocco - "E' nata semplicemente perché è il cugino della mia ragazza. Ho conosciuto gli Affranti grazie a lei e ora posso dire che a livello di underground savonese sono tra i miei gruppi preferiti. Abbiamo chiesto a Roberto se era disposto a collaborare su un pezzo a cui mancava qualcosa, sia dal punto di vista del testo che vocale. Ha accettato e ci ha aiutati anche a trovare altre etichette e date di concerti. Ha creduto molto nel nostro progetto e lo ringraziamo".

Come e dove è nato questo disco?

Andrea Nocco - "Il disco è stato registrato e mixato da Emanuele Cioncoloni all'El Fish Recording Studio di Genova. Emanuele ha curato anche la parte grafica. La foto di copertina con la falena l'ha scattata lui mentre registravamo. Ci ha aiutato molto a far crescere i pezzi, anche a livello di produzione".

In poche settimane a Savona sono usciti i dischi di band emergenti come iVenus, i The Washing Machine, e tra non molto toccherà a 3fingersguitar e ai Fetish Calaveras. La scena musicale in città è più viva che mai, eppure i luoghi dove suonare sono pochissimi…

Gabriele Lugaro - "Anni seminali sono stati quelli passati dalla nostra generazione allo Spacepromo. Tutti siamo cresciuti suonando in quell'ambito. Chiusa quell'esperienza, si è aperta quella del Rude Club di Savona, spazio autogestito e senza fini di lucro. Ha dato una bella iniezione di vitalità a tutta la scena musicale. E' uno stimolo perché i ragazzi sanno che potranno presentare i loro pezzi su quel palco. Quando avevamo sedici anni per suonare dovevamo sperare che qualcuno organizzasse un concerto al Dancing Milleluci. L'anno scorso abbiamo organizzato al Rude Club un festival di due giorni dal titolo "This is the way", che rifaremo anche quest'anno, in cui hanno suonato solo gruppi di Savona. E' stata registrata anche una compilation di venti brani che fotografa la scena musicale savonese del 2012. Un evento che vogliamo ripetere".

Quali sono i vostri piani per promuovere il vostro disco?

Andrea Nocco - "Abbiamo stretto un po' di contatti e in agosto andremo a suonare in Austria, poi a Nizza. Stiamo lavorando anche per fare un tour del nord della Francia e del Belgio".
Gabriele Lugaro - "Basta fissare due date, poi, anche se i francesi dicono che la loro situazione è disastrata, rispetto a qui ci sono molti più locali che ti fan suonare e offrono musica live dal lunedì alla domenica".



Titolo: Fondamenta, Strutture, Argini
Band: Gli Altri
Etichetta: Dreamingorilla Records
Anno di pubblicazione: 2013

Tracce
(testi e musiche Gli Altri)

01. Oltre il rumore
02. Il mio solo spazio possibile
03. All'orizzonte
04. 06:33
05. La difficoltà del volo
06. Istanbul
07. Cera
08. La falena