mercoledì 28 agosto 2013

L'esordio di Marrone Quando Fugge






Un titolo scanzonato, "Il Pre-Fagiolismo", un nome curioso, Marrone Quando Fugge. A dare vita a questo curioso connubio di parole è stato il trentenne cantautore astigiano Massimo Lepre, nome d'arte Marrone Quando Fugge, che ha pubblicato il suo album d'esordio intitolato, appunto, "Il Pre-Fagiolismo". Un lavoro discografico che è stato bene accolto dalla critica e che ha permesso all'autore di vincere il premio "L'artista che non c'era". Il disco contiene nove canzoni che raccontano un mondo in cui i valori sono quelli più veri e importanti, in contrapposizione a quelli imposti dalla società consumistica di oggi. Un disco sincero, un inno alla povertà ma allo stesso tempo musicalmente ricco di vibrazioni positive e di idee, che vengono espresse da questo cantautore emergente, voglioso di cambiare rotta dopo anni di gavetta in diversi gruppi. Decisivo è stato l'incontro con Zibba che ha prodotto il disco e successivamente con Stefano Cecchi che lo ha registrato. Marrone Quando Fugge nel disco è stato accompagnato da Simone Fratini al contrabbasso, Sauro Ferraris alla chitarra e Alberto Silengo alla batteria.
Di "Pre-Fagiolismo" abbiamo parlato con Marrone Quando Fugge.




Prima di tutto devi spiegarci perché ti fai chiamare Marrone Quando Fugge...

"Un colore, Marrone, il colore delle radici e della casa protetta del cuore e del corpo. Un verbo, Fuggire, che contiene nel suo interno il potere creatore del significato che esprime. Un avverbio, Quando, che evidenzia la condizione di essere ancora più radice nel momento della distanza. Quell'uomo nato e legato alla terra, alla pancia e all'ombelico di chi l'ha creato e che svela il respiro primordiale del senso mistico di una nascita continua. Un essere cresciuto all'ascolto del mondo e dei suoi fatti così da rendere note musicali ogni parola ed ogni respiro. E per questo vedo un uomo che fugge, non per sfuggire, ma per conoscere nel profondo le carte che il mondo mette a disposizione con la consapevolezza della propria storia. L'uomo Marrone che è legato alla madre e alla terra ancora di più Quando Fugge, andando per il mondo e portando con sé la memoria di casa".

Nelle scorse settimane è stato pubblicato il tuo primo disco dopo tanti anni di gavetta. Quando e perché hai preso questa decisione?

"In realtà, la spinta grandiosa è stata di Zibba, che una volta scoperti i miei pezzi tra le mura di casa mia nell'inverno di due anni fa, ha deciso di prendere le redini della mia situazione, decidendo di produrre il mio primo disco. Fosse stato per me, sarebbe rimasto tutto nel cassetto perché non godo di una autostima spiccata, non credevo di poter rendere i miei sfoghi, paure, difetti e intimità alla portata di un pubblico ma mi sono fidato di qualcuno che ha creduto in me e il disco ha iniziato a concretizzarsi. Una pre-produzione con fermento, una produzione indimenticabile che inizia a febbraio e una post-produzione attenta. Sono felice".

Sei entrato a far parte della grande famiglia allargata degli Almalibre visto che Zibba ha prodotto artisticamente il disco e Stefano Cecchi ne ha curato la registrazione. Ci racconti come è successo?

"Io e Zibba eravamo al "Fagiolo", la casa nel bosco raccontata nel suo brano "Asti-Est", scritta proprio lì, in quelle sere d'inverno dove la miglior cosa per curarsi dal freddo era scrivere in compagnia, mangiando, bevendo e suonando. Stavo strimpellando la chitarra accennando il giro di accordi di "Un Principio di Alzheimer", fu piacevolmente colpito da chiedermi cosa stavo suonando e quando gli svelai che era un mio brano, fu doppiamente colpito perché non sapeva che scrivevo e suonavo musiche mie. Da quella sera, nella testa di Zibba qualcosa è rimasto delle mie parole, tanto da decidere di seguire da lontano i miei progressi fino al giorno in cui mi presentò Stefano Cecchi come il fonico del mio disco, per annunciarmi della loro scelta di produzione, per mettere in piedi il mio primo disco. Tutto inaspettato, sono esploso di gioia e paura".

Ti ricordi qualche aneddoto del tuo rapporto con Zibba?

"Eravamo a Genova per le registrazioni del pianoforte, quando ho visto lo studio, mi sono chiesto se era vero. Mi ha dato la possibilità di suonare un pianoforte magnifico, dove ogni vibrazione era una galassia profondissima, le mie dita da cuoco hanno iniziato a sudare così tanto che sembrava piangessero. Con molti silenzi e poche parole mi è stato vicino come un fratello".

Da dove nascono le canzoni del disco?

"Imprevisti, molti puntini, fissi e di sospensione. Il caso delle coincidenze, il cuore, un po' di lacrime. Incontri, appuntamenti. Una atmosfera creata dallo stare. Il presente. Essere veri nel quotidiano. Essere belli quando si è veri. Spogliarsi di ogni maschera finta. Tutto questo tra cavoli, fagioli e accordi da imparare".

Perché il titolo "Il Pre-Fagiolismo"?

"Il Pre-Fagiolismo è un nome che definisce uno stile di vita, sicuramente auto-biografico, basato sulle piccole cose, sull'abbandono delle ricchezze che ci sono state insegnate, per trovare nella povertà i valori veri che tutti vorremmo avere tra le mani. Una rivalutazione sulla comprensione di quanto siamo meravigliosi semplicemente essendo noi stessi".

L'album ha ricevuto ottimi consensi vincendo anche il premio "L'artista che non c'era". Ti aspettavi un esordio così soddisfacente?

"Assolutamente no, il mio essere distruttivo purtroppo o per fortuna non mi permette di avere certe aspettative ma nulla toglie al massimo impegno che metto in ogni cosa che faccio".

Il disco inizia con "Miseria stabile, ricchezza mobile", un titolo che riassume un certo disagio nei confronti della società attuale. Cosa ci puoi dire a riguardo?

"Una situazione attuale che fatica a cambiare da molto tempo. L'ispirazione di questo pezzo parte con la scoperta di una banconota del 1870 creata da una banda di falsari. L'intestazione era "Banca della ricchezza mobile nel Regno della miseria stabile", che sarà pagato con "Visto del Monte di Pietà in vino". Iniziai a scrivere sulle dinamiche di vita attuali per arrivare alla conclusione che tutto sarebbe più semplice se la verità facesse parte della nostra vita".

Discorso che viene poi ripreso da "La discarica di anime", una sorta di ribellione contro la società consumistica. E' un disco di denuncia o una presa di coscienza?

"La denuncia la lascio alle autorità. La presa di coscienza è un inizio alla verità. Guardiamoci dentro e intorno, quanto vogliamo raccontarcela ancora?".

La canzone "Modestino" è dedicata a tuo nonno. Ce ne parli?

"Un folle raccatta ferro, piccoletto ma fortissimo, con due mani che spaventavano a metri di distanza. Una vita passata tra povertà, famiglia numerosissima, alcool, botte e cicatrici. Colui che quando mi veniva a prendere alla scuola elementare, invece di portarmi a mangiare un gelato mi offriva la sua birra da furgone. Se qualcuno che a pelle non gli piaceva gli chiedeva un accendino, rischiava di trovarsi in bocca a tradimento uno spagnolino (peperoncino piccantissimo), che aveva sempre nel taschino dei pantaloni... Un personaggio unico nel suo stile, la legge non esisteva se non la sua".

Quali sono gli artisti con cui hai un debito, di ispirazione o di formazione?

"Non sono amante della parola "debito", ma comunque ringrazio tutte le persone che mi sono state vicino e che mi hanno passato qualcosa. Andrea Anania che ha suonato in "Cenere e Whiskey", è l'amico artista che mi ha avvicinato agli strumenti con gran sentimento, lo ringrazierò a vita. Nico, fondatore de "La cattiva strada" mi ha dato modo di credere in letture alternative alla vita, un maestro per molti. Zibba e Stefano Cecchi, i miei fedeli compagni in questa meravigliosa esperienza".

Cosa ti aspetti dalla tua carriera musicale?

"Continuare ad avere la possibilità di esprimere quello che penso. Secondo voi, è possibile? Un caloroso abbraccio a tutti i lettori".


Titolo: Il Pre-Fagiolismo
Autore: Marrone Quando Fugge
Etichetta: Volume
Anno di produzione: 2013