venerdì 24 gennaio 2014

Il "Big Bang" interpretato da Andrea Di Cesare







Un violinista eccentrico, un batterista con vent'anni di carriera alle spalle e un album che unisce echi classici a trame pop-rock condite con una buona dose di elettronica. Il titolo "Big Bang" è quanto mai azzeccato visto che il disco è una esplosione di suoni, contaminazioni, effetti e tecnologia che il violinista e compositore Andrea Di Cesare fonde in queste nove tracce originali. Dopo aver collezionato tante collaborazioni con alcuni dei più importanti nomi della musica italiana (tra questi Carmen Consoli, Paola Turci, Niccolò Fabi, Max Gazzè, Simone Cristicchi, Ron, Renato Zero, Daniele Silvestri e Mariella Nava), l'artista romano si presenta con questo progetto originale che vede il violino giocare con suoni effettati, tappeti elettronici e basi ritmiche. Un esordio discografico ricco di idee, costruito su una architettura melodica complessa che mischia la modernità dei suoni alla tradizione classica del violino, senza cadere in inutili virtuosismi. Si tratta di un linguaggio musicale nuovo, moderno e fuori dagli schemi.
Per riuscire nel suo intento Di Cesare ha chiamato a sé, in questa inedita formazione "duo2", il batterista siciliano Puccio Panettieri, già collaboratore di moltissimi artisti italiani e stranieri. La fatica discografica è impreziosita dalla partecipazione, in veste di cantante, di Niccolò Fabi nel brano "Solo un uomo" e di Paola Turci nella sua "Stai qui". Il disco, disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming, è mixato da Mirko Cascio.
Abbiamo chiesto ad Andrea Di Cesare di raccontarci la genesi di questo album.


Andrea, cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera solista?

«Soprattutto la mia necessità di espressione, privata e intima. Quelle parole musicali che prestavo ad altri artisti ma non dedicavo a me, linee melodiche efficaci per altri ma mai una per me. Mi sentivo bene, da un certo punto di vista, perché regalavo una parte di me agli artisti con cui collaboravo, ma da un altro punto di vista sentivo che non stavo facendo tutto quello che era nelle mie potenzialità di espressione, quindi ecco qui il risultato, il mio primo disco, "Big Bang", una scintilla, un inizio di un dialogo musicale, un linguaggio mio, personale ed intimo, che regalo alle persone che hanno la voglia di scoprire una nuova lingua per farsi coccolare dai suoni del mio violino».

Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato in questa nuova veste?

«Le difficoltà maggiori sono nel farsi capire e conoscere, svestito dei propri panni, mettendomi a nudo, perché prima ero un co-protagonista efficace ma silenzioso, adesso sono il protagonista con un linguaggio nuovo e personale. Spero, piano piano, di ritagliarmi il mio spazio culturale».

In "Big Bang", oltre al suono del tuo violino, ti sei fatto accompagnare dal batterista Puccio Panettieri e da un'ipotetica band. Come l'hai creata e come hai studiato gli arrangiamenti?

«L'ho creata partendo da una unica fonte, il violino, da lì l'ho svestito e rivestito con altri suoni, utilizzando varie tecnologie di trasformazione. Gli arrangiamenti li ho creati pensando a come avrei poi potuto rifarli dal vivo, l'unica cosa era pensarli alla Bach, con contrappunti, melodie in orizzontale e non in verticale».

Se consideriamo le opportunità che dà l'elettronica al giorno d'oggi viene da chiedersi che disco avresti potuto registrare con le tecnologie di quarant'anni fa. Ci hai mai pensato e soprattutto come lo avresti prodotto?

«Non ci ho mai pensato perché vivo oggi, ma visto che mi ci fai pensare, l'avrei pensato sempre nella maniera di Bach, cioè con i contrappunti, portandomi dietro vari registratori a bobina e facendoli suonare assieme a me, e le note emesse sarebbero state storpiate. Avrei fatto sicuramente musica sperimentale».

Come si sono svolte le registrazioni?

«Nel mio studio, dentro le mie idee ed i miei pezzi di storia».

Pensi che ci siano ancora ambiti da esplorare nella musica contemporanea?

«Assolutamente sì, se non ci fossero sarebbe finita l'arte contemporanea in generale. Credo che, nel mio piccolo, il disco "Big Bang" abbia questa caratteristica, di essere un ambito nuovo da esplorare, anche per altri violinisti».

Nella tua carriera di musicista hai suonato con alcuni dei più importanti nomi della musica italiana. Quali sono gli episodi che ricordi con più piacere?

«Un tour, se non ricordo male era il 2008, con Paola Turci. In macchina eravamo io, Pierpaolo Ranieri, Marco Rovinelli e Paola. Viaggi, risate, allegria, gioia… in quella macchina ridevamo per piccole cose, si stava bene insieme ed è un legame che ancora oggi prosegue felicemente».

Cosa ti ha insegnato la tua carriera da turnista?

«Mi ha insegnato a suonare il giusto e per gli altri, sottolineando le parole dei cantanti con melodie adatte, senza strafare, essere co-protagonista al loro fianco».

Nel disco ci sono anche due ospiti illustri: Niccolò Fabi e Paola Turci. Come sono nate queste collaborazioni?

«Sono nate perché, prima di tutto, sono amici. Mi è venuto naturale invitarli nel mio disco, per una sinergia e una sensibilità molto simile, e li ringrazio nuovamente per avermi regalato una interpretazione unica, speciale e coinvolgente per il mio disco d’esordio. Niccolò e Paola sono stati felici quando li ho invitati a partecipare al disco come ospiti d'onore e anche per la scelta delle canzoni».

A parte questi due episodi, le altre nove canzoni che compongono il disco sono strumentali. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

«Un messaggio pulito, di nuova sonorità, un messaggio sereno, tranquillo, ma nello stesso tempo di movimento per risorgere. Un'idea musicale che ti accompagna durante la giornata, un sorriso in musica ed un dirti, con il violino, che non siamo soli, che la scintilla c'è e si sente».

Chi dovrebbe ascoltare il tuo disco?

«Chiunque, bambini e adulti, donne in gravidanza a famiglie. Musicisti e non, tutti insomma».

Cosa farai nei prossimi mesi?

«Porterò la mia musica oltre oceano, in Sud America e nel Nord America, tornerò in Spagna e presto andrò a Londra e a Parigi, suonerò in Italia e ho tanti progetti da seguire. Il disco sarà ristampato con l'aggiunta di altre collaborazioni illustri e farò altri video… comunque tutto questo sarà aggiornato nella mia pagina Facebook».


Titolo: Big bang
Artista: Andrea Di Cesare
Etichetta: autoprodotto
Anno di pubblicazione: 2013

Tracce
(musiche di Andrea Di Cesare, eccetto dove diversamente indicato)

01. Claudia
02. Run
03. Londra
04. Stai qui  [Paola Turci; arrang. e adatt. Andrea Di Cesare]
05. My memories
06. The sound
07. The sun
08. Two voices
09. Solo un uomo  [Niccolò Fabi; arrang. e adatt. Andrea Di Cesare]
10. Bit
11. Christopher