mercoledì 5 giugno 2013

"Timbrica", pt. 2: Danilo Raimondo





Ricercatore, artigiano, musicista e divulgatore. Danilo Raimondo è tutto questo. Nella sua casa di Castelbianco, in Liguria, Danilo costruisce e inventa una varietà incredibile di strumenti, utilizzando per lo più materiali che si trovano in natura: canne, zucche, legno, conchiglie, ossa. Tutto quello insomma in grado di generare un suono. Oltre a essere "artigiano del suono", l'artista, quarantaduenne nativo di Albenga, svolge anche una intensa attività didattica nelle scuole di mezza Italia. Le sue lezioni e soprattutto i laboratori, introducono i bambini nel mondo dei suoni e stimolano la loro fantasia e creatività. A Castelbianco è anche possibile visitare il "Museo vivo dell'oggetto e dello strumento musicale" curato da Danilo Raimondo e soggiornare al B&B Fuori di Zucca (http://www.artigianodelsuono.com).
Tra i tanti impegni dell'"artigiano del suono" c'è anche quello di musicista. Passione che lo ha portato a legare il suo nome a quello del percussionista Loris Lombardo. Dalla collaborazione tra i due artisti savonesi è nato l'album "Timbrica".
Con l'intervista a Danilo completiamo il viaggio alla scoperta della timbrica e dei suoni.



Danilo, in un certo senso sei stato tu a dare il via al progetto "Timbrica". Hai suggerito a Loris la partecipazione al "Percfest" e da lì è iniziata la vostra avventura…

"Sì, l'anno scorso a maggio Loris mi ha chiamato perché aveva appena comprato un hang e voleva provare a suonare un po' insieme, e quasi per scherzo gli ho detto che si poteva provare a partecipare al concorso del "Percfest". Il giorno dopo Loris era a casa mia e abbiamo iniziato a comporre il brano che poi ha vinto".

Naturale evoluzione è stato il disco "Timbrica". Quale è stato l'input che vi ha spinto a registrarlo?

"Lo spunto è stato dato dalla nostra voglia di provare a miscelare tutti questi suoni che potevamo creare e, contemporaneamente, soddisfare la curiosità di sapere cosa ne poteva venire fuori".

Il tuo soprannome "Artigiano del suono" la dice lunga sul tuo approccio verso musica. Perché questa scelta?

"Perché io non nasco come musicista ma ho iniziato con la costruzione di oggetti e strumenti musicali e siccome non faccio la liuteria classica ma lavoro principalmente zucche, canne di fiume, legno, ossa e qualunque materiale mi dia il suono che in quel momento sto cercando, il nome "artigiano del suono" mi pareva azzeccato".

Come nascono i tuoi strumenti?

"I miei strumenti nascono dalla riproduzione e modificazione di strumenti musicali di ogni parte del mondo. Partendo dalla preistoria fino ad oggi, uno dei giochi e delle attività umane più belle e praticate è la musica e io mi sento parte di questa grande specie musicale che è l'umanità e non riesco a fare a meno di provare a far suonare tutto ciò che incontro, ed essere, il più possibile, io stesso suono".

Nel disco compare per la prima volta anche lo zulivo. Ce ne parli?

"Lo zulivo è una sorta di berimbao a 4 corde con due zucche che hanno la funzione di risuonatori. Si può suonare con una pietra e una bacchetta (la stessa tecnica del berimbao), pizzicato o con l'archetto. Tempo fa dietro casa mia a Castelbianco è caduto un olivo e c'era un bel ramo dritto, l'ho preso e con quello ho realizzato il primo zulivo che si chiama così perché l'ho fatto lavorando questo ramo di ulivo e usando due zucche. Quindi zucche più ulivo uguale zulivo, diciamo che è una ricetta sonora".

"Timbrica" è un bel prodotto, gradevole, che non annoia ma quale evoluzione futura potrà avere?

"Lavorare con Loris e piuttosto semplice, fra di noi c'è un'ottima intesa musicale, specialmente in fase compositiva. Realizzare il disco è stato un lavoro molto impegnativo ma tutto sommato anche facile: è bastato lasciarsi andare, seguire la musica che è dentro di noi e in tutti gli oggetti e strumenti che abbiamo utilizzato. Il passo successivo sarà ricreare dal vivo queste sonorità, in un concerto dove utilizzeremo un grande set di strumenti musicali, diciamo inusuali. Penso inoltre che abbiamo ancora molto da dire, quindi seguiranno altri lavori che ci porteranno a scoprire nuovi suoni".

Per quale motivo avete preferito utilizzare strumenti così poco conosciuti?

"E' venuto naturale seguire il percorso che è alla base della nostra collaborazione. Il progetto si chiama "Timbrica" proprio perché quello che ci interessa è la ricerca di nuove sonorità, che arrivino dalla preistoria o dalla contemporaneità non importa. Quindi il suono di un sasso ci interessa come quello del vibrafono".

Avete dimostrato che si possono fare canzoni utilizzando i suoni della natura e strumenti che per certi versi richiamano quelli ancestrali ma nella musica moderna come si può inserire questo progetto?

"Non saprei, questo è un progetto che potrebbe rientrare nella world music, anche se secondo me la definizione del genere musicale potrebbe essere proprio timbrica, poiché non ci rifacciamo a nessuna tradizione ma anzi il tentativo è quello di usare i suoni senza cadere nella musica indiana o brasiliana o in qualunque altra tradizione. In fondo si potrebbe dire che siamo alla ricerca di un'identità sonora e culturale".

Cosa ti ha spinto a occuparti di musica e come è nata la tua passione di costruire strumenti?

"Tutto è cominciato nel 1998. Era un periodo in cui viaggiavo ed ero in India da quattro mesi, lì ho incontrato un canadese che viaggiava con una zanza, uno strumento di origine africana, ed è stato amore a prima vista, non per il canadese, ma per la zanza. Quando sono tornato in Italia, ho cercato lo strumento in vendita e non sono riuscito a trovarlo, quindi me ne sono costruito uno. Mi ricordo che per fare le lamelle avevo usato le mollette per capelli. Da quel giorno non mi sono più fermato e ho continuato a costruire strumenti senza darmi limiti, sperimentando dai fiati alle corde, riproducendo molti strumenti di tipo etnico e modificandoli".

Zucche, conchiglie, canne. Qual è il materiale che preferisci per esprimere la tua passione?

"Sicuramente la zucca, come diceva Frank Zappa "cucurbitacea sapiens"".

Loris ci ha parlato del suo sogno di creare un centro di specializzazione sulle percussioni a Savona. Sarebbe bello che tu insegnassi la tua arte ai giovani.

"Sono a conoscenza di questo suo ambizioso progetto, sarebbe molto bello se si riuscisse a realizzare un centro di studio avanzato delle percussioni, speriamo di incontrarci fra qualche anno per un'intervista sulla sua nascita".


Titolo: Timbrica
Artisti: Loris Lombardo & Danilo Raimondo
Etichetta: autoproduzione
Anno di pubblicazione: 2013

Tracce
(musiche di Danilo Raimondo eccetto dove diversamente indicato)


01. Timbrica  [Loris Lombardo e Danilo Raimondo]
02. Alinamsuq  [Loris Lombardo e Danilo Raimondo]
03. 福  [Loris Lombardo e Danilo Raimondo]
04. Junglejazz
05. Libido  [Loris Lombardo]
06. Eiwrbalat  [Loris Lombardo e Danilo Raimondo]
07. Kalimbalen
08. Handpan solo live  [Loris Lombardo]