lunedì 10 giugno 2013

Giacobs e "La rivoluzione della domenica"





La razza dei cantautori gode di ottima salute e Genova è terra feconda, in passato e nel presente. Tra le novità più interessanti dell'anno si segnala l'album d'esordio di Giacobs dal titolo "La rivoluzione della domenica". Non più giovanissimo, il trentenne genovese Federico Giacobbe ha trovato la sua strada dopo alcuni tentativi discografici andati a vuoto e diverse esperienze in ambito poetico. La scintilla è scoccata grazie all'incontro con il produttore Rossano Villa (ex Meganoidi) e il musicista Michele Savino che hanno creduto nel progetto e hanno trovato la giusta dimensione alle composizioni di Giacobs. Una produzione raffinata e ricca che sposa la voce calda di Giacobs e si discosta dallo stereotipo del cantautorato minimalista costruito su voce e chitarra.
Il disco è stato registrato da Rossano Villa all'Hilary Studio di Genova e arrangiato da Michele Savino che suona anche il pianoforte e le tastiere. Hanno partecipato anche Saverio Malaspina (batteria e percussioni), Dario La Forgia (basso), Laura Marsano (chitarre), Fabrizio Cosmi (chitarra elettrica) e lo stesso Rossano Villa ai fiati e alla fisarmonica. L'album è distribuito solo in formato digitale da Zimbalam e per chi scrive è un vero peccato.
Il disco ce lo presenta Giacobs in questa intervista.


Giacobs, con "La rivoluzione della domenica" fai il tuo esordio discografico. Perché lo hai fatto? 

«Perché sentivo l'esigenza di mettermi in gioco e di far sapere al mondo musicale della mia esistenza».

Come è nata l'idea di registrare questo disco? 

«È da quando avevo diciotto anni che scrivo canzoni e ora che ne ho trenta era l'ora di iniziare a farle ascoltare».

Il ringraziamento a Rossano Villa e Michele Savino è d'obbligo, e poi?

«È d'obbligo ma il mio grazie meno scontato va al Rossano e al Michele uomini e artisti in possesso di grande sensibilità che hanno capito il messaggio che volevo esprimere e non hanno tentato, nemmeno per un secondo, a cambiarmi ma piuttosto hanno cercato i modi migliori per valorizzarmi».

Se non fosse passato questo treno cosa sarebbe successo a Giacobs il musicista? 

«Diciamo che il treno l'ho fatto passare io perché nessuno mi ha mai regalato nulla, forse anche perché non ho mai voluto scendere a compromessi. Ho fatto il primo disco a trent'anni perché non ho mai cercato scorciatoie facili».

Come e quando ti sei avvicinato alla musica? 

«Intorno ai quindici anni, quando i miei amici ascoltavano le hit da discoteca io scoprivo De Andrè rimanendo estasiato nello scoprire come si potesse far arrivare messaggi pungenti come spade senza alzare la voce».

Oltre a De Andrè chi sono stati i tuoi "padri ispiratori"? 

«Ovviamente i grandi cantautori: Tenco, De Gregori, Battiato, Rino Gaetano ma sono stato sempre stimolato e incuriosito a scoprire anche altri mondi musicali molto distanti».

Prima di questo disco ti sei dedicato alla poesia evidenziando una innegabile urgenza espressiva. Qual è il tuo pensiero? 

«La poesia rispetto alla musica non ha nessun tipo d'obbligo stilistico o di forma quindi ti rende più libero e istintivo. Tuttavia senza la parte musicale mi sento incompleto».

Come vedi il mondo della musica di oggi? 

«Lo vedo specchio esatto della società che non ha né tempo né voglia di fermarsi a pensare e che si sente sicura nell'assecondare il piattume che dà certezza, proprio per questo esplorare territori non convenzionali mette paura».

Non pensi che il mercato sia saturo e che presentare un nuovo progetto sia molto rischioso? 

«Non è saturo, è saturissimo direi! Però sarebbe stato troppo comodo starsene a casa a giudicare gli altri senza mettersi in gioco».

Cosa ti aspetti dalla tua carriera di musicista? 

«In realtà non mi aspetto niente se non di sentirmi sempre libero e appagato con me stesso per quello che faccio».

Il disco è acquistabile sui migliori digital store ma uscirà anche in versione fisica? 

«No, è stata fatta questa scelta perché purtroppo i cd non si vendono più e poi comunque ritengo utile evolversi e in qualche modo venire incontro alle nuove esigenze, questo per tutelare sempre la cosa più importante che è il contenuto».

Nella vita, oltre al musicista, fai il conducente di autobus a Genova. Come hanno commentato i tuoi colleghi il tuo esordio discografico? 

«Con complimenti, critiche e indifferenza. Del resto nell'ambito del lavoro ci sono uomini e donne con età, gusti e culture diverse. Piuttosto, parlando del mio lavoro posso dire che è una fonte incredibile di ispirazione. Un autobus è un contenitore sociale incredibile».


Titolo: La rivoluzione della domenica
Artista: Giacobs
Etichetta: autoproduzione
Anno di pubblicazione: 2013