giovedì 11 aprile 2013

La Resistenza della Brigà(ta) partigiana







A Brigà celebra il 70° anniversario della nascita della Resistenza in Italia con un disco interamente dedicato ai canti partigiani. "Brigà(ta) partigiana. Continuiamo a giocare in attacco" è il titolo dell'album, il terzo della band savonese, che sarà presentato sabato 13 aprile al Teatro Nuovo di Valleggia (Savona). Il concerto prenderà il via alle ore 21.
Il gruppo, composto da Marta Giardina, Alex Raso, Elena Duce Virtù e Luca Pesenti, ha riletto alcune delle pagine musicali più significative di quegli anni: da "Bella ciao" a "Pietà l'è morta", da "Fischia il vento" a "Ribelli della montagna". Lo ha fatto togliendo dalle canzoni quella patina che si è depositata nel corso degli anni ma senza per questo stravolgere la tradizione. Un valido aiuto è stato dato da alcuni graditi ospiti quali Salvatore Coco, Loris Lombardo, Matteo Rebora, Fabio Biale e Fabio Pesenti. Il disco è arricchito inoltre da alcune registrazioni dell'epoca. Tra un brano e l'altro si possono così ascoltare il Proclama di Pietro Badoglio dell'8 settembre 1943, una registrazione della trasmissione radiofonica Radio Londra andata in onda sulla BBC, e per finire il messaggio rivolto ai giovani dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini il 31 dicembre 1983. Spaccati di storia che si collocano con naturalezza nella sequenza di canzoni proposte, tra cui un paio di brani originali firmati da Luca Pesenti. Ricco di informazioni anche il libretto che riporta genesi e storia di tutte le canzoni presenti nel disco. La grafica è curata anche questa volta da Alex Raso, chitarrista del gruppo, che in questi giorni espone le sue opere alla libreria Ubik a Savona.
Del nuovo album abbiamo parlato con la ventiquattrenne cantante savonese Marta Giardina.




Come è nata l'idea di registrare un disco di canti della Resistenza partigiana?

"Da tempo, all'interno dei nostri concerti, abbiamo inserito canti partigiani e da qualche anno, nel mese di aprile, facciamo spettacoli dedicati proprio alla Resistenza. L'idea di inserire alcuni brani partigiani all'interno dei nostri spettacoli è dovuta alla voglia di ricordare e far risuonare ancora questi canti che risultano attuali, oggi più che mai. Quest'anno si celebra il 70° anniversario della nascita della Resistenza in Italia e abbiamo pensato che fosse il momento giusto per far uscire un disco dedicato a questo repertorio. Inoltre viviamo in una città che è un vero e proprio caposaldo dell'antifascismo ed è per questo motivo che il tema lo sentiamo ancora più nostro".

Qual è lo scopo di questo album?

"Vogliamo ricordare che quell'ideale di libertà, che con il sangue e la vita è stato duramente perseguito, non deve andare dimenticata. Oggi, sempre più spesso, si sente aria di revisionismo che spaventa ed è pericolosa. Attraverso la musica e la parola vogliamo gridare a tutti che il fascismo non lo vogliamo, per provare a contribuire anche noi, nel nostro piccolissimo, alla difesa di ciò che è stato conquistato così faticosamente e in cui crediamo ancora così fermamente. Abbiamo cercato di fare nostri questi canti, li abbiamo attualizzati perché resistere significa anche diventare partigiani dell'oggi".

Alla base di questo disco sembra esserci un grande lavoro di ricerca. Chi ha contribuito a tutto ciò?

"La ricerca è stata fatta con il prezioso aiuto di Anpi Savona, Fiap Nicola Panevino Valbormida, Circolo Giustizia e Libertà Savona, Anpi sezione Lavagnola Fratelli Briano, Associazione Progetto Cine Indipendente, CreaTV. Molta della bibliografia utilizzata per la ricerca era in possesso di Alex Raso, il chitarrista del gruppo. Altri libri ci sono stati regalati da Giacomo Checcucci, ormai vecchio amico della Brigà".

Oltre alle canzoni avete inserito nel disco registrazioni storiche: Radio Londra, il Proclama di Badoglio, le dichiarazioni di Ugo Mazzucchelli nel finale della canzone "Dai monti di Sarzana" e soprattutto l'appello ai giovani di Sandro Pertini. Perché avete fatto questa scelta? 

"Radio Londra, il Proclama di Badoglio e le dichiarazioni di Ugo Mazzucchelli sono contributi storici legati ai brani. Il messaggio trasmesso da Radio Londra è un messaggio in codice del 1944. A partire dal 27 settembre del '38 Radio Londra fu un insieme di programmi radiofonici trasmessi dal Governo di Londra tramite l'emittente radio inglese BBC e indirizzati alle popolazioni europee continentali. Durante la guerra ebbe un ruolo fondamentale nel trasmettere "messaggi informativi cifrati" indirizzati alla Resistenza italiana e alle missioni inglesi che si trovavano in Italia, informandoli sul luogo dove sarebbero arrivati i rifornimenti di cibo e armi o fornendo informazioni di tipo tattico-belliche. La registrazione del proclama di Badoglio, che precede la canzone dedicata all'8 settembre, risale al 1943 ed è la risposta a un comunicato del generale Dwight D. Eisenhower che annunciava l'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile firmato il 3 settembre con gli anglo-americani. Ugo Mazzucchelli, che si sente sul finale del canto anarchico "Dai monti di Sarzana", era comandante del Battaglione Lucetti citato nel canto. Questo contributo ci è stato fornito da CreaTv ed è un estratto del documentario "Gli anarchici nella resistenza". Il messaggio di Pertini, allora presidente della Repubblica, sulle note del "Valzer d'aprile" composto da Luca Pesenti, è tratto da un suo discorso rivolto ai giovani del 31 dicembre del 1983. Oltre che storico ha anche un valore ovviamente un valore affettivo".

Quanto è ancora attuale la frase pronunciata da Pertini nel messaggio di fine anno del 1983: "Dico al mio avversario, io combatto la tua idea che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi sin al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, la possa esprimere sempre liberamente…"

"Oggi è valida più che mai! Sembra sempre più difficile esprimere le proprie opinioni liberamente. Questa frase dovrebbe essere lo slogan di ogni generazione, dovrebbe essere sempre in voga, soprattutto tra i giovani".

La copertina cela un particolare che sicuramente sfuggirà ai più. Ci racconti come è nata l'idea? 

"La foto in copertina nasce da un manifesto esposto a Palazzo Ducale a Genova qualche anno fa per celebrare, con altri manifesti selezionati, la Liberazione. Le opere realizzate dall'Accademia di Belle Arti di Genova, attraverso un linguaggio fantasioso, toccavano i temi dell'antifascismo e della Liberazione. Questi stessi manifesti sono stati esposti a Savona sulla fortezza del Priamar l'anno scorso, proprio in occasione della manifestazione per il 25 Aprile. La nostra copertina è la foto di un calcio balilla, in cui si vedono i due schieramenti, rossi e neri, e in lontananza sullo sfondo un omino nero a testa in giù. Questo particolare vuole citare la morte di Mussolini, appeso a testa in giù a piazzale Loreto".

E' ancora attuale il messaggio della Resistenza?

"Penso che ogni cosa che riguardi la storia vada indagata ponendosi delle domande su qual è il significato che oggi assume per noi. In epoche diverse lo stesso episodio, lo stesso momento storico assume molteplici e diversi significati. Oggi la Resistenza non è più quella della lotta armata sulle montagne, si è trasformata, ha assunto una nuova forma, ma allo stesso modo è legata a quei principi di libertà, giustizia e speranza che guidavano i partigiani. Fare resistenza oggi per me significa ricordare tutto ciò che hanno fatto per noi i partigiani, ma anche partecipare perseguendo un ideale, continuare ad arrabbiarci e a non delegare".

Chi è oggi l'invasore?

"Penso che gli "invasori" di oggi siano tutti quelli che attentano alla Costituzione Italiana, tutti quelli che cercano di cancellare e infangare quella che è stata una delle pagine più eroiche della nostra storia".

Quanto sono popolari i canti partigiani tra giovani di oggi?

"Purtroppo non molto. La nostra speranza è proprio quella di riportarli alla luce, di diffonderli tra i giovani, anche perché, oltre a ricordarci un importantissimo e recente periodo storico, fanno parte della nostra cultura popolare, fanno parte della nostra storia e cantarli e conoscerli è un po' come esprimere una parte di noi".
 
Nel 2013 chi sono i partigiani?

"Chiunque partecipi, esprima le proprie idee, collabori a migliorare ciò che è di tutti, si informi, sia critico e interessato, chiunque voglia essere libero e vuole che anche gli altri lo siano, chiunque creda che la Costituzione Italiana sia il fondamento del nostro essere cittadini e uomini. Ne sono un esempio significativo per Savona i giovani che, da qualche anno, stanno lavorando all'interno dell'Anpi Sezione Centro e organizzano eventi, incontri che possano attirare e avvicinare i giovani alla Resistenza. Due grandi iniziative come quella per il 25 Aprile sul Priamar, che anche quest'anno verrà replicata dopo il successo dell'anno scorso, e il Campeggio "I ribelli della  montagna" durante l'estate alle Tagliate, alle quali come gruppo siamo sempre stati presenti, sono esempi dell'impegno e della voglia che c'è nei giovani di partecipare".

Per ascoltare e apprezzare questo disco occorre avere un orientamento politico di sinistra?

"Credo proprio che non occorra un orientamento preciso. Inoltre gli orientamenti politici dei partigiani erano molteplici e talvolta opposti (comunisti, cattolici, anarchici, autonomi…). Ed è proprio questa mescolanza che poi ha fatto nascere la nostra Costituzione".

Qual è la canzone che senti più tua?

"La canzone che amo maggiormente di questo disco è "Pietà l'è morta". Un po' perché è nata da un concorso, bandito nel '44 dal comando del II settore Giustizia e Libertà, per la composizione di un canto partigiano, che venne vinto dalla IV banda del Vallone dell'Arma. Un po' per la malinconia e la tristezza di cui è permeata, un po' per le parole del grande Nuto Revelli". 



Titolo: Brigà(ta) partigiana. Continuiamo a giocare in attacco
Gruppo: A Brigà
Etichetta: autoproduzione
Anno di pubblicazione: 2013

Tracce

01. Bella ciao  [trad.; arr. Luca Pesenti e A Brigà]
02. Tarantella resistente  [L. Pesenti, arr. A Brigà]
03. Proclama Badoglio dell'8 settembre
04. Canzone dell'8 settembre  [trad. arr. Alex Raso e A Brigà]
05. Radio Londra
06. Il bersagliere ha 100 penne  [anonimo; arr. L. Pesenti e Elena Duce Virtù]
07. Ohi partigian, non pianger più  [trad.; testo Giocondo Giacosa; arr. A Brigà]
08. Dai monti di Sarzana  [anonimo, arr. A. Raso e A Brigà]
09. Ribelli della montagna  [Angelo Rossi, Emilio Casalini, Carlo Pastorino; arr. A. Raso, A Brigà]
10. Pietà l'è morta  [anonimo; testo Nuto Revelli; arr. A Brigà]
11. Fischia il vento  [M. Blanter, Felice Cascione; arr. Fabio Pesenti e A Brigà]
12. Festa d'aprile + Valzer d'aprile  [Sergio Liberovici/Franco Antonicelli; arr. A Brigà + L. Pesenti; arr. L. Pesenti, A. Raso, E. Duce Virtù]
13. Valzer d'aprile e appello ai giovani di Sandro Pertini  [L. Pesenti; arr. L. Pesenti, E. Duce Virtù]