giovedì 31 maggio 2012

"Piccolo blu", il nuovo album di Massimo Schiavon






Sono passati cinque anni dall'esordio discografico di Massimo Schiavon. Dopo l'ottimo "Senza Rotta", uscito nel 2007, il cantautore di Laigueglia è tornato a far parlare di sé con l'album "Piccolo blu", presentato ufficialmente sabato 26 maggio al teatro Gassman di Borgio Verezzi. Un album ambizioso che vede Schiavon impegnato in dodici brani che disegnano atmosfere raccolte, notturne e meditative. Canzoni scritte da Schiavon - eccetto il brano "I passi di una donna" che chiude il disco e che è stato a lui donato da Enzo Jannacci - e interpretate con passione e trasporto con il supporto di musicisti di primo piano della scena nazionale. A partire da Armando Corsi che in occasione del concerto di presentazione è tornato a imbracciare con trasporto e passione la chitarra elettrica.
Con grande gentilezza e disponibilità Schiavon ha risposto alle domande di questa intervista.



"Piccolo Blu" è il tuo secondo disco. Cosa deve aspettarsi l'ascoltatore?

«Si tratta di un disco più intimo rispetto al primo, più legato alla sfera emozionale. Un vero viaggio attraverso la mia anima, la mia infanzia e i valori fondanti della mia esistenza, alla ricerca della radice del mio sentire. Non a caso le canzoni sono state prevalentemente composte al pianoforte e non alla chitarra, con particolare attenzione alla cura delle linee melodiche senza rinunciare ad una comunicazione semplice e diretta nei testi».  

Dal tuo primo lavoro, "Senza Rotta", sono passati cinque anni. Cosa hai fatto in questo lungo intervallo di tempo?

«Per un paio d'anni mi sono dedicato a concerti live, mentre il periodo rimanente è stato necessario per le registrazioni di questo nuovo cd, che piano piano si è arricchito di nuove collaborazioni e ospiti, procrastinandone l'uscita. Ma ne è valsa la pena».

C'è un messaggio in questo disco?

«Non un messaggio particolare, ma tanti piccoli frammenti e riflessioni, spesso di ispirazione compositiva differente, che in qualche modo virano idealmente e cromaticamente al blu, un piccolo blu, che illumina le storie naif dei personaggi spesso "Senza ali", per citare il titolo di un brano. Sono figure che per la loro sensibilità interiore o condizione sociale faticano a trovare una collocazione opportuna nel loro contesto storico. Sono ad esempio i bimbi di "Scendi piano" persi nel loro Natale, gli amanti protagonisti del "Volo di Chagall" o i nostri vecchi emigranti persi in terra argentina, che animano il testo di "Blu"».

Ti sei avvalso della collaborazione di alcuni dei migliori musicisti sulla piazza. Come sono nate queste collaborazioni?

«Il cd è stato arrangiato da un vecchio amico e chitarrista romano, Fabrizio Guarino. Vi hanno partecipato, tra gli altri, musicisti del calibro di Mike Applebaum (tromba flicorno), Marco Siniscalco (contrabbasso), Cristiano Micalizzi (batteria), Carlo Di Francesco (percussioni), Giacomo Grandi (violoncello), Marcello Sirignano (violino) e per il pianoforte, per il quale ero alla ricerca di uno stile ben preciso, "pittorico", l'argentino Roman Gomez. Di particolare rilievo è stato poi l'incontro artistico con Armando Corsi che, dopo aver accettato di prestare le note della sua chitarra al brano manifesto "Blu", si è appassionato al progetto mettendo a disposizione la sua arte in qualità di ospite d'onore nei live, come è accaduto l'altra sera nel teatro di Borgio». 

Nell'album troviamo anche una chicca: la canzone "I passi di una donna" regalatati da Enzo Jannacci. Qual è il tuo rapporto con Jannacci e come è nata questa collaborazione.

«Ho avuto la fortuna di conoscere Enzo a seguito della sua partecipazione alla rassegna "Queste piazze davanti al mare" di Laigueglia. Ne è nata una bella amicizia che si è trasformata anche in una sua attenzione per alcuni miei brani che stavo appunto preparando per il cd. In particolare "Fiammetta", la piccola storia che in qualche modo ricordava ad Enzo la sua meravigliosa "Vincenzina e la fabbrica". Forse questa sensibilità comune ha contribuito a far accadere l'inimmaginabile. Una sera a Milano Enzo seduto al pianoforte di casa sua, ha inserito una cassetta nel vecchio registratore e mi ha registrato il brano inedito "I passi di una donna". La canzone, arrangiata per orchestra dal maestro Vincenzo Messina e suonata tra gli altri da alcuni musicisti storici di Jannacci, chiude il cd».

Dove hai registrato il disco?

«A Roma presso il Millenium Audio Recording da Fabio Ferri, dove Daniela Bombelli ha curato il mixaggio e il mastering».

Con il nuovo disco è arrivata anche una nuova band: i Bacàn. Ce ne parli?

«Assolutamente. L'opportunità di portare in scena un progetto così articolato, necessitava di un direttore musicale in grado di conciliare l'intimità della proposta artistica di alcuni brani del disco, con la vena latina, popolare e più ruspante di parte del mio repertorio. Non ho avuto dubbi e la scelta è ricaduta su Marco Fadda, raffinato musicista e percussionista, da me da sempre stimato. Suo il merito di coordinare e dirigere i live e sua la scelta di questa meravigliosa band, i Bacàn. Il significato etimologico di "bacan" in dialetto ligure indica la figura del "padre", del "comandante di imbarcazione". Come diceva De Andrè ‹...bacan d'a corda...›. Quale miglior nome, allora, per una band di raffinati musicisti, tutti di sangue genovese!».

Dopo il concerto di Borgio hai intenzione di presentare il disco in un tour?

«Dopo il concerto di Borgio che è stato un successo di pubblico ben oltre ogni più rosea aspettativa, per il periodo estivo abbiamo in calendario una serie di date in Liguria, in attesa che ad ottobre il cd venga proposto a livello nazionale dall'Egea Music, che tra l'altro ne cura la distribuzione».

Sei ligure e scrivi canzoni. Inevitabile pernsare alla grande scuola cantautorale genovese. Ma secondo te è ancora attuale?

«Credo proprio di sì, anche se il giudizio spetta al pubblico. Sicuramente l'atmosfera che ho respirato ultimamente a Genova, per esempio durante le prove, è per lo meno affascinante, se non unica e foriera di ispirazione artistica».

Il tuo nome, questa volta come organizzatore, è legato a un importante festival musicale che tutti gli anni presenti a Laigueglia. Cosa ci puoi anticipare della prossima edizione?

«Per prima cosa ti posso anticipare, che grazie al Comune di Laigueglia la rassegna "Queste piazze davanti al mare" è salva nonostante i tagli imposti dalla situazione economica attuale. A breve usciremo con il programma definitivo, che sarà comunque in linea con i grandi nomi che ci hanno onorato con la loro partecipazione nelle edizioni passate e con la nostra vocazione di mettere a disposizione il palcoscenico ai giovani cantautori emergenti».

E per finire le consuete dieci domande a bruciapelo... 

- Mare o montagna? Mare
- Pizza o grigliata di pesce? Grigliata di pesce
- Chitarra elettrica o acustica? Acustica
- Dylan o CSN&Y? Dylan
- Luigi Tenco o Umberto Bindi? Come compositore Bindi
- Bicicletta o automobile? A piedi
- Giorno o notte? Notte 
- Tarantino o Vittorio De Sica? Vittorio De Sica
- Rosa o tulipano? Rosa
- Bosco o cattedrale? Bosco


Titolo: Piccolo blu
Artista: Massimo Schiavon
Etichetta: Incipit/Egea
Anno di pubblicazione: 2012

Tracce
(testi e musiche di Massimo Schiavon, eccetto dove diversamente indicato)

01. Il volo di Chagall
02. La voce dell'anima
03. E magari sì
04. Via della pace
05. Blu
06. L'amore del tempo matto
07. Quaranta lacrime
08. Fiammetta
09. Senza ali
10. Scendi piano
11. Il sorriso
12. I passi di una donna  [Enzo Jannacci]