venerdì 10 febbraio 2012

I monologhi del cantautore varazzino Zibba



Debutta mercoledì 15 febbraio al Teatro Don Bosco a Varazze il nuovo spettacolo di Zibba dal titolo "Il rumore dei sogni - Corpo, Anima e Frattaglie" (ore 21). Il cantautore varazzino, vincitore del Premio Bindi 2011 e del concorso "L'artista che non c'era", tornerà così ad esibirsi nella sua città natale in uno spettacolo inedito che non lo vedrà al fianco dei suoi Almalibre, bensì dell'attore Alberto Onofrietti. I due artisti non sono nuovi a collaborazioni teatrali. Zibba e Onofrietti sono stati, infatti, fianco a fianco sul palco nel musical "All'ombra dell'ultimo sole".
Il nuovo spettacolo nasce dalla passione comune per la contaminazione tra le arti e dalla loro amicizia, consolidatasi fuori dal palco. In questa nuova avventura artistica Onofrietti reciterà monologhi, poesie e racconti scritti da Zibba. Una finestra sulla vita del cantautore varazzino, all'anagrafe Sergio Vallarino, fatta non solo di note e canzoni ma anche di esperienze e quotidianità.
È lo stesso Zibba in questa breve intervista a raccontarci il nuovo spettacolo e i progetti futuri.



"Il rumore dei sogni - Corpo, Anima e Frattaglie" insieme all'attore Alberto Onofrietti è un nuovo capitolo nella tua carriera. Cosa ci dobbiamo aspettare?

«Un paio d'ore di buoni motivi per venire a teatro mercoledì, ad esempio. Uno spettacolo nuovo, diverso da tutti i miei precedenti perché me ne sto sul palco e ascolto una voce forte e sicura recitare cose che ho scritto principalmente per me, come sfogo, e che ora lette in pubblico diventano per tutti. Conoscere Alberto mi ha regalato la voglia di mettermi in gioco con questa nuova cosa, e sono certo che chi conosce la mia musica troverà che sono sempre io, anche quando scrivo "non canzoni"».

Sei sempre sulla strada, on the road come direbbero dall'altra parte dell'oceano. La tua palestra di vita sono i locali, le piazze, i teatri e i palchi di tutta Italia. Un percorso in controtendenza rispetto a chi tenta di spiccare il volo partecipando a concorsi televisivi. Cosa ne pensi?

«Penso che ognuno debba decidere per sé che strada percorrere, e non giudico negativamente chi fa un percorso diverso dal mio. Credo solo che serva molto, a tutti, fare la gavetta. Servono i palchi piccoli, le sale vuote, la gente che non ti caga all'inizio. Serve misurarsi e mettersi in discussione ogni giorno. Serve a crescere ed esser pronti a tutto. La mia strada la adoro, e non la cambierei con null'altro. Conosco solo questo modo di fare musica, e credo sia sano nonostante tutto».

Hai suonato brani di Bob Marley in trio con Bunna degli Africa Unite e Raphael degli Eazy Skankers, sei stato in sala di registrazione con Tonino Carotone e recentemente con Tiromancino. Ti adatti alla perfezione a tutte le situazioni, però mi sembra che alla base di tutto ci sia il tuo personale divertimento, la voglia di suonare e regalare emozioni...

«Non è un vero e proprio adattarsi, piuttosto la chiamerei voglia di fare sempre cose nuove. Mi piace collaborare, mettermi alla prova e conoscere nuove persone con cui percorrere pezzi di strada. Con Raphael dura da molto tempo, con Bunna si è creata una bellissima amicizia e con tutti gli altri sempre e comunque collaborazioni che hanno dietro una buona dose di stima reciproca e rispetto. Il mio personale divertimento è alla base, hai ragione. Non posso farne a meno. Come cercare di portare in giro il mio piccolo messaggio, e vale qualunque mezzo».

Nonostante tutti gli impegni live so che stai registrando materiale per il tuo prossimo disco. Quando uscirà e cosa ci puoi dire su questo nuovo progetto?

«Uscirà a maggio e posso dirmi molto soddisfatto del lavoro che stiamo facendo. La band ha assunto nuovi elementi e abbiamo un sound, a mio avviso, molto completo. Sicuramente posso dire che non sarà un disco uguale al precedente, ci sono novità. Nuovi suoni. Nuove idee, per fortuna. Non vedo l'ora che venga pubblicato. È bello quando si fa un disco nuovo, per noi e per chi ci segue. C'è sempre attesa, anche se poi non cambia nulla in modo radicale, e quando ti arriva in mano la prima copia è davvero una grande soddisfazione».

Dopo aver partecipato al Premio Tenco, vinto il Premio Bindi 2011 e il concorso "L'artista che non c'era", aver convinto pubblico e critica con l'album "Una cura per il freddo", cosa ti aspetti dal 2012?

«Non mi aspetto nulla ma spero sia fortunato come gli anni appena trascorsi. Il disco del 2010 ci ha regalato tutte le soddisfazioni che volevamo, e anche qualcosa in più. Merito di uno staff vincente e di canzoni che sono entrate subito nel cuore delle persone e della critica. Mi auguro ci sia spazio per fare ancora tanto, anche se l'Italia sta attraversando un periodo tragico. Mi auguro che la gente abbia sempre voglia di musica, e da parte mia poter regalare a chi mi ascolta qualcosa di speciale con questo nuovo lavoro. Perché l'unica cosa importante è quando sai, perché te lo dicono e te lo fanno notare, che la tua musica scalda l'animo di qualcuno, ogni tanto. Questo è quello che conta».